Cortemaggiore, 1962.

La scoperta del petrolio in Val Padana ha rapidamente trasformato un minuscolo villaggio dell’Emilia nel simbolo del miracolo economico italiano. Sono gli anni del boom: l’aria profuma di speranza e di benzina.

Enrico fa parte della legione di talentuosi ingegneri assunti dall’Agip per operare l’immensa raffineria. E’ un giovane timido e introverso e un appassionato radioamatore, ma il suo ruolo prestigioso di responsabile della manutenzione promette di introdurlo presto nella nuova elite del Paese.

La vita notturna a Cortemaggiore è povera ma eccitante. Trascinato dai colleghi di lavoro, Enrico entra al “Barino”, una fumosa balera affollata di ragazze locali in cerca di un buon partito. Grazie all’espansivo Marino, alle prese con la formosa Betty, Enrico fa la conoscenza di Wanda, una bella e ambiziosa ragazza locale. Poche ore dopo, sulle rive del Po, Enrico e Wanda parlano del futuro. Lei sogna una grande famiglia, una macchina nuova e una casa al mare per i mesi della villeggiatura. Enrico annuisce in silenzio, vergognandosi di rivelare il suo desiderio più intimo: un’antenna bicubica ancora più alta di quella dei Carabinieri.

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Tra Enrico e Wanda nasce un amore pragmatico e progettuale: in capo a un anno si sposano nella cattedrale del paese. Come sperato, si trasferiscono subito in una abitazione dalle linee moderne, sovrastata da una enorme antenna da radioamatore. Il loro matrimonio però non è felice. Per quanti sforzi faccia, Enrico è inadatto a incarnare il miracolo italiano: indifferente al denaro e agli avanzamenti di carriera di Marino, diventato ormai il suo capo, non riesce ad appagare i sogni borghesi di Wanda, che lo accusa di scarsa di ambizione e, sotto sotto, di essere incapace di regalarle un figlio. A Enrico non resta che rifugiarsi nell’unico luogo in cui a casa si senta a suo agio: la sua stazione radio auto-costruita, dove annega l’amarezza discorrendo con i radioamatori di tutto il mondo.  

Una notte, in ascolto sulle alte frequenze dopo l’ennesimo litigio, Enrico capta la voce disperata di una donna in singhiozzi che chiede aiuto. E’ russa, si chiama Ludmila e non è un radioamatore: è una cosmonauta sovietica perduta nello spazio.

Ludmila si trova in grave pericolo. La sua Vostok è in orbita attorno alla terra, ma un’esplosione durante il lancio l’ha scaraventata fuori rotta, danneggiando la radio di bordo e troncando i contatti con la base di Bajkonur. Enrico corre a rivelare la sua scoperta alle autorità italiane, ma gli ottusi Carabinieri lo prendono per un esaltato. Con l’aiuto di MAB, un anziano radioamatore ex-partigiano, Enrico tenta di allertare le autorità sovietiche ed entra in contatto con Magnani, un giornalista affiliato al Partito Comunista. Ma anche questa mossa si rivela uno sbaglio, buono a rimediargli una menzione sulla lista nera del KGB. Nel clima spietato della Guerra Fredda, il fallimento di una missione spaziale sovietica va negato ad ogni costo.

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Enrico potenzia il suo apparato e riesce a tornare in contatto con Ludmila. In virtù della sua posizione lungo l’orbita della Vostok, è in grado di scambiare con lei qualche parola per pochi minuti ogni notte, ad ogni suo passaggio su Cortemaggiore. La cosmonauta è in preda allo sconforto: la sua navicella continua a darle problemi e l’ossigeno a bordo basta appena per una settimana. In mancanza di assistenza dalla base, Ludmila è condannata a morire nello spazio o a schiantarsi sulla superficie terrestre. Come se non bastasse, rivelare informazioni riservate a un radioamatore occidentale l’ha resa una traditrice della patria. I sovietici, che continuano a negare pubblicamente la missione, decidono in segreto di abbandonarla a se stessa.

Enrico promette a Ludmila di salvarla. Nelle notti seguenti la intrattiene in colloqui sempre più intimi e intensi, finendo per anteporla al lavoro, agli amici e alla famiglia. La cosmonauta diventa la sua ossessione, e mentre il suo matrimonio si sgretola, Enrico piano piano si innamora di lei. Nel frattempo, Wanda si sente sola e trascurata. Marino (marito di Betty e padre di un bel bambino) le si avvicina, diventando un confidente premuroso e in seguito un appassionato amante.

Quando anche il vecchio amico MAB finisce per voltargli le spalle, Enrico riesce a intervenire in una popolare trasmissione televisiva della RAI. Durante una diretta nazionale, rivela a Mike Bongiorno di essere in contatto con una cosmonauta sovietica in pericolo di morte. Ma monostante un iniziale interesse del pubblico, l’inaspettato intervento di Magnani (anch’egli evidentemente una spia) lo ridicolizza davanti a milioni di telespettatori, raffigurandolo come un impostore in cerca di visibilità. E’ la goccia che fa traboccare il vaso. Wanda fa le valigie ed Enrico si ritrova proprio come Ludmila: completamente solo. Se vuole salvare la cosmonauta, dovrà contare soltanto su se stesso.

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Orbita dopo orbita, Ludmila sta per terminare l’ossigeno e le ultime residue speranze di salvezza. Decisa a rischiare il tutto per tutto, si appresta a tentare un ritrorno alla cieca, destinato con ogni probabilità al disastro, quando Enrico la supplica di dargli un’ultima chance. In base all’altitudine, alla velocità e alla posizione della navicella, è convinto di poter calcolare con precisione il momento in cui azionare i retrorazzi per farla precipitare sulla terra, cullata dal paracadute, nei pressi di Cortemaggiore. Armato di tabelle e regolo calcolatore, per un giorno intero Enrico si applica per stabilire le coordinate di atterraggio, ma la notte successiva, quando è sul punto di trasmetterle a Ludmila, Magnani abbatte la sua antenna e distrugge la sua stazione.

Tutto è perduto. La riserva di ossigeno sulla Vostok è destinata ad esaurirsi molto prima che Ludmila possa solcare per altre due volte il cielo di Cortemaggiore. Eppure, proprio quando MAB torna da Enrico, trovandolo pesto e insanguinato tra i rottami della sua stazione, il radioamatore è folgorato da una nuova idea. Ludmila può tentare la discesa lungo un’orbita differente, a largo della costa adriatica, poco prima che l’ossigeno finisca. Con l’aiuto di MAB e di un manipolo di radioamatori, Enrico rimette in sesto la sua stazione e 24 ore dopo trasmette freneticamente le nuove coordinate nello spazio. Stavolta Ludmila non risponde. Potrebbe essere svenuta, o addirittura già morta. Ciononostante Enrico sale in macchina e sfreccia nella notte verso l’Adriatico, dove prevede che precipierà.

Seduto sulle dune di sabbia nei pressi delle foci del Po, Enrico trascorre ore di ansia e passione osservando il cielo. Finché il miracolo si compie e Ludmila precipita in mare, agganciata al suo paracadute arancione. Colmo di gioia, Enrico la issa su un canotto e fugge con lei lungo la spiaggia, seminando in un drammatico inseguimento le spie russe che sparano all’impazzata alle loro spalle.

Enrico e Ludmila si rifugiano in una pensioncina sulla costa romagnola, dove nella notte finalmente fanno l’amore. Nelle stesse ore, gli agenti sovietici si introducono nella villetta di Enrico a Milano Marittima, usata per la villeggiatura e uccidono un uomo e una donna che dormono abbracciati. E’ un tragico errore: gli sfortunati amanti, Wanda e Marino, hanno l’unica colpa di trovarsi nel posto sbagliato.

I sospetti dei Carabinieri si posano immediatamente su Enrico. Nel bel mezzo della sua luna di miele con Ludmila, una pattuglia di agenti lo stana nella pensioncina sull’Adriatico. Enrico tenta ancora la fuga ma viene immediatamente arrestato per l’assassinio della moglie Wanda e del suo amante Marino.

Intanto Ludmila scompare senza lasciare traccia. Ufficialmente, nessuno a parte Enrico l’ha mai vista. In carcere, in attesa del processo, Enrico è tormentato dal dubbio che sia stata catturata o uccisa dalle spie sovietiche. L’avvocato difensore insiste perché Enrico dimentichi la sua fantomatica cosmonauta, a cui nessuno crede più, e si dichiari colpevole, sperando nella clemenza della corte. Alla fine Enrico acconsente. Il ricordo di Ludmila si fa così fievole che lui stesso, roso dai sensi di colpa per la morte della moglie e del suo miglior amico, comincia a dubitare che sia mai esistita.

Il processo si celebra e per fortuna di Enrico, la legge italiana sul “delitto d’onore” gli commina una pena di pochi anni. E dopo qualche mese di detenzione, Ludmila, nei panni di una contadina, viene a trovarlo mostrandogli il suo ventre gonfio, frutto della loro unica notte di amore.

Il sogno di Enrico può continuare.